25 anni dalla morte di Falcone.
Piuttosto che commemorare la sua morte ci dovremmo vergognare di come abbiamo combinato questo paese e in mano a chi lo abbiamo lasciato.
Nani liftati prima e cazzari toscani dopo, vassalli eunuchi e cortigiane puttane sempre, con uniche speranze di salvezza un comico, un leghista e un branco di volenterosi impreparati.
Da lassù, Falcone e Borsellino avranno capito che la loro morte era inevitabile.
Speriamo di essere ancora in tempo per non renderle inutili.
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